CHI SIAMO

L’Unione Nazionale per la Difesa delle Vittime della Malagiustizia e della Burocrazia (UNDiViM)
è una associazione di cittadini fondata nell'anno 2018 per offrire assistenza alle vittime di ingiustizie giudiziarie e della malaburocrazia, oggi divenuta una della realtà italiane più importanti e rappresentative del settore.

Presidente Nazionale attualmente in carica è
Massimiliano Notarangelo.

UNDiViM, col supporto di esperti, agisce costantemente per sensibilizzare i cittadini, le realtà organizzate, i partiti politici, i singoli rappresentanti del popolo nelle assemblee elettive e legislative ed il mondo dell’informazione sui temi della giustizia e del diritto più in generale, chiedendo una riforma giudiziaria globale ed una concreta semplificazione della intera Pubblica Amministrazione per assicurare così al cittadino la attuazione reale dei principi di garanzia enunciati nella Costituzione italiana ed una maggiore efficienza dello Stato in tutte le sue articolazioni centrali e locali.

I NOSTRI OBIETTIVI

1. OFFRIRE RAPPRESENTANZA E CONSIGLIO ALLE VITTIME DI MALAGIUSTIZIA E BUROCRAZIA;

2. Promuovere l’impegno civile e sociale dei cittadini, senza distinzione di partito politico di preferenza o appartenenza, sui temi che animano l’associazione con il fine di raggiungere l’obiettivo di riformare la giustizia in senso compiutamente garantista nel rispetto della Costituzione e di sburocratizzare la P.A.;

3. Dare finalmente concreta attuazione al principio costituzionale che indica il cittadino non colpevole sino ad eventuale sentenza definitiva di condanna;

4. Adoperarci per tutelare con particolare riguardo le vittime della cattiva informazione e di campagne scandalistiche, anche collegandoli a specialisti convenzionati con l'UNDiViM in grado di FAR RIMUOVERE ARTICOLI DI STAMPA DENIGRATORI DA INTERNET E CANCELLARE INFORMAZIONI PREGIUDIZIEVOLI SU PERSONE ED IMPRESE DA BANCHE DATI PUBBLICHE E PRIVATE.


PER SEGNALARE CASI DI MALAGIUSTIZIA E/O MALABUROCRAZIA
SCRIVI SENZA INDUGIO A:
segreteria@vittimegiustizia.it



PER TUTELARE LA TUA REPUTAZIONE SUL WEB
CONTATTACI SCRIVENDOCI A:
CONOSCERE I PROPRI DIRITTI




CHE COS’È IL GARANTISMO?


Il garantismo è il principio secondo cui il potere dello Stato deve essere esercitato nel rispetto delle regole e dei diritti della persona. Le garanzie servono a proteggere ciascuno da accuse infondate, decisioni arbitrarie ed errori giudiziari.



Il diritto di difendersi, conoscere le accuse, essere assistiti da un avvocato ed essere giudicati da un giudice indipendente e imparziale riguarda tutti. Sono tutele essenziali soprattutto quando una persona si trova ad affrontare la forza delle istituzioni.



Essere garantisti significa chiedere che le responsabilità siano accertate attraverso prove e un processo equo. Le accuse devono essere verificate e la difesa deve poterle contestare. La Costituzione stabilisce che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.



Le garanzie non impediscono di fare giustizia: contribuiscono a renderla affidabile. Condannare un innocente produce un’altra vittima e può lasciare senza risposta la ricerca del vero responsabile.



**Una giustizia giusta deve tutelare chi subisce un reato e rispettare i diritti di chi ne è accusato.**


INDAGATO, IMPUTATO E CONDANNATO: PAROLE DIVERSE



Nel linguaggio quotidiano queste parole vengono spesso confuse. Indicano invece situazioni diverse.



**Indagato** è la persona nei cui confronti vengono svolte indagini per verificare un’ipotesi di reato. Essere indagati non significa che l’accusa sia stata provata: il procedimento può anche concludersi con un’archiviazione.



**Imputato** è la persona nei cui confronti il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale, formulando un’accusa nelle forme previste dalla legge. Anche questa condizione non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.



**Condannato** è chi ha ricevuto una sentenza di condanna. Occorre però distinguere una condanna ancora impugnabile da una condanna definitiva.



**Una denuncia, un’indagine o un processo non sono una condanna.** Anche le parole usate per raccontarli devono rispettare questa distinzione.


TUTELARE LE VITTIME E RISPETTARE LE GARANZIE



Chi subisce un reato ha diritto a essere ascoltato, informato e tutelato, secondo le forme previste dalla legge. Deve poter far valere le proprie ragioni senza essere lasciato solo di fronte alle difficoltà del procedimento.



Allo stesso tempo, chi viene accusato ha diritto di difendersi e di ottenere una decisione fondata sulle prove.



**La tutela delle vittime e le garanzie della difesa sono parti della stessa idea di giustizia.** Un procedimento corretto serve a ricostruire i fatti, individuare le responsabilità ed evitare nuove ingiustizie.



UNDiViM rivolge il proprio impegno alle vittime della malagiustizia e della malaburocrazia, alle persone offese da reati e a chi vede compromessi i propri diritti nell’esercizio del potere pubblico.



La dignità della persona deve essere rispettata in ogni fase: durante le indagini, nel processo, nell’esecuzione della pena e nel ritorno alla vita sociale.



RICORDA: ANCHE DA ASSOLTO, LA RETE PUÒ CONDANNARTI!


Un processo può finire con un’assoluzione, mentre su internet continuano a comparire soltanto le notizie dell’indagine o dell’arresto. Chi cerca un nome può così trovare un racconto incompleto, che continua a pesare sulla reputazione, sul lavoro e sulle relazioni personali.



**Una notizia vera al momento della pubblicazione può diventare fuorviante se non racconta come si è conclusa la vicenda.** In presenza dei presupposti, è possibile chiedere all’editore di aggiornarla o integrarla, documentando l’esito del procedimento.



Esiste inoltre il **diritto all’oblio**, che tutela dalla persistente diffusione di informazioni personali quando non sussistono più le condizioni che la giustificano. Va bilanciato con la libertà d’informazione e con l’interesse pubblico attuale alla notizia.



Uno degli strumenti è la **deindicizzazione**: l’articolo resta sul sito che lo ospita, ma il relativo collegamento viene escluso dai risultati dei motori di ricerca associati al nome della persona. È diversa dalla cancellazione del contenuto.



**L’assoluzione non comporta la cancellazione automatica di ogni notizia:** aggiornamento, deindicizzazione e rimozione sono strumenti distinti, da valutare secondo il caso.



La dignità delle persone merita tutela anche online. Raccontare un’accusa senza dare conto del suo esito può lasciare una persona prigioniera di un passato rappresentato a metà.

UNDIVIM PUO' AIUTARTI ANCHE PER QUESTO... E MOLTO ALTRO!